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Si è svolto nella giornata di ieri un importante Consiglio Generale allargato con la presenza di oltre 40 delegati e del Segretario Nazionale della Fim Marco Bentivogli.

L’occasione è stata importante per fare il punto sulle questioni di attualità e sugli aspetti organizzativi della Fim di Siena.

La relazione del Segretario Gian Luca Fè,  l’ampio dibattito e le conclusioni di Marco Bentivogli, sono state incentrate soprattutto sul recente accordo Fiat e sulla Finanziaria Monti di questi giorni.

Il Consiglio ha valutato positivamente l’Accordo di 1° livello in Fiat per i circa 86000 dipendenti occupati, un accordo capace di conciliare, a fronte di maggiori flessibilità in termini di orario di lavoro, maggiore salario e tutele; l’accordo rafforza inoltre relazioni industriali più stabili e responsabili e con queste premesse la Fim chiede all’azienda di mantenere gli impegni presi sugli investimenti e che consentano quindi il suo rilancio.

Sulla Finanziaria il giudizio complessivo è assolutamente negativo in quanto ancora una volta a pagare sono i lavoratori dipendenti e i pensionati e non ci sono quegli elementi di equità e di crescita che lo stesso Monti aveva annunciato nei giorni scorsi.

Infine il dibattito è stato incentrato sulle questioni organizzative locali che vedono la Fim di Siena crescere in misura decisa e che vedranno nel prossimo futuro progetti di formazione per rendere i delegati ancora più indipendenti e preparati.

 

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Art. 18.

 

I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale.Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare.

 

Si è svolto stamattina un importante incontro in sede Rimor a Poggibonsi per conoscere le recenti evoluzioni societarie e le prospettive future.

All’incontro per l’azienda erano presenti il Direttore Generale Dott. Tadini e il Responsabile del personale Marranci. La Direzione ha confermato quanto era trapelato nelle scorse settimane e cioè che dal 31 ottobre scorso l’Azienda è stata ricapitalizzata dalla famiglia Niccolai che, per conto di Rimor immobiliare, è diventata la proprietà unica delle quote societarie.

La nuova compagine, oltre una situazione finanziaria nuova e che dovrebbe consentire maggiore tranquillità gestionale, dovrà affrontare ancora il forte impatto della crisi e un trend di volumi previsti per l’anno 2011-2012 che si annuncia addirittura inferiore rispetto alla chiusura dello scorso anno. Il mercato maggiormente in difficoltà è ancora quello italiano e quindi nei prossimi anni sarà previsto il rafforzamento della rete commerciale nei paesi europei dove invece si intravedono segnali di ripresa.

Purtroppo, stante le previsioni produttive, ad ora non si prevede la possibilità di ripresa del sito di Radicofani e c’è da augurarsi solo che la prossima primavera possa dare quei segnali di crescita che sarebbero indispensabili per scongiurare la chiusura definitiva di quel sito.

Si è svolto ieri nella sede della direzione aziendale della Imer International un incontro con la Fim nella persona del Segretario Generale Gian Luca Fè e la Direzione aziendale.

L’azienda, che da 3 anni versa in uno stato di grande difficoltà,  sta utilizzando per il secondo anno il contratto di solidarietà e questi mesi e l’anno prossimo si annunciano ancora difficili a causa della forte sofferenza del mercato italiano collegato all’edilizia.

La Direzione ha annunciato che, stante il calo del fatturato attestato stabilmente intorno al 50% in meno rispetto al 2008, procederà nel corso del 2012, a partire da febbraio, al trasferimento graduale delle attività da Certaldo a Rapolano. Il trasferimento sarà accompagnato dal probabile utilizzo ancora del contratto di solidarietà ma comporterà anche lo spostamento per i circa 60 dipendenti di Certaldo, a cui sarà data la possibilità di mantenere il proprio posto di lavoro ben più distante rispetto ad oggi.

La scelta della Dirigenza sembra ormai irreversibile e nelle prossime settimane verrà valutato il reale impatto che tale decisione produrrà per i lavoratori di Imer.

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