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Si è svolto ieri nella sede della direzione aziendale della Imer International un incontro con la Fim nella persona del Segretario Generale Gian Luca Fè e la Direzione aziendale.

L’azienda, che da 3 anni versa in uno stato di grande difficoltà,  sta utilizzando per il secondo anno il contratto di solidarietà e questi mesi e l’anno prossimo si annunciano ancora difficili a causa della forte sofferenza del mercato italiano collegato all’edilizia.

La Direzione ha annunciato che, stante il calo del fatturato attestato stabilmente intorno al 50% in meno rispetto al 2008, procederà nel corso del 2012, a partire da febbraio, al trasferimento graduale delle attività da Certaldo a Rapolano. Il trasferimento sarà accompagnato dal probabile utilizzo ancora del contratto di solidarietà ma comporterà anche lo spostamento per i circa 60 dipendenti di Certaldo, a cui sarà data la possibilità di mantenere il proprio posto di lavoro ben più distante rispetto ad oggi.

La scelta della Dirigenza sembra ormai irreversibile e nelle prossime settimane verrà valutato il reale impatto che tale decisione produrrà per i lavoratori di Imer.

La Fim di Siena sarà presente con il Segretario Generale e altri componenti del Direttivo Provinciale a Pesaro dal 9 al 11 novembre per il consueto appuntamento quadriennale dell’Assemblea Organizzativa Nazionale.
L’occasione sarà importante per analizzare gli aspetti organizzativi già messi a punto o da definire per i prossimi anni da parte della nostra Organizzazione.
Particolare attenzione sarà data agli aspetti legati alla formazione dei quadri sindacali e alla formazione interprofessionale oltre che alla comunicazione che in questi anni ha visto anche la Fim di Siena impegnarsi in diversi progetti.

Come previsto nell’accordo quadro del 12 settembre scorso, sono stati definiti tra ieri e oggi i due accordi applicativi per la mobilità e per il contratto di solidarietà.

L’accordo di mobilità consentirà ad un massimo di 70 dipendenti di uscire volontariamente entro dicembre 2012 e oltre l’indennità di mobilità le persone percepiranno un incentivo equivalente alla differenza tra l’indennità stessa e il loro stipendio netto per tutta la durata della mobilità.

Per quanto riguarda il contratto di solidarietà, che vedrà il suo giorno di partenza nel prossimo 28 ottobre, i lavoratori coinvolti dalla riduzione d’orario giornaliera, settimanale o mensile, saranno 541 su 560 con percentuali diversificate a seconda dei settori lavorativi (da un minimo del 10% ad un massimo del 95%), ma con una percentuale media che non può andare oltre il 48,3% di riduzione settimanale.

E’ stato un percorso lungo e difficile ma alla fine il risultato raggiunto è positivo perché da un lato c’è il mantenimento degli attuali livelli occupazionali, salvo persone che volontariamente decidessero di uscire, e dall’altro il mantenimento di un livello retributivo, pur in presenza di giornate non lavorate, accettabile.

Si è svolto oggi un incontro a Varese tra la Direzione aziendale di Whirlpool Italia e il coordinamento nazionale Fim-Fiom-Uilm per verificare lo stato dei vari siti italiani e le prospettive sul 2012.

Il quadro che emerge è di un azienda complessivamente ancora coinvolta nel pieno della crisi con previsione di chiusura anno sui volumi più bassa rispetto agli anni precedenti; la Direzione ha comunque confermato l’impegno anche per il futuro verso la qualità, la crescita e l’innovazione di prodotto.

Il confronto avviato nei singoli siti nei mesi scorsi, tra cui il sito di Siena, ha prodotto buoni risultati che hanno salvaguardato le specificità territoriali e sono un buon presupposto per proseguire anche nel corso del 2012 che, stante le previsioni, si annuncia altrettanto difficile.

Era nell’aria e ieri alle 19,00 si è concretizzato davvero il mancato accordo sulla CGIS alla Rimor.

A nulla è valso l’estremo tentativo delle Istituzioni Provinciali di trovare una mediazione con numerose  verifiche fatte con il Ministero sulla fattibilità del Contratto di solidarietà e a nulla è valso il presidio organizzato di fronte alla Provincia dai lavoratori di Radicofani per evitare una chiusura negativa del lungo confronto.

L’azienda si è mostrata irremovibile e ora si prospettano 12 mesi di cassa integrazione a zero ore per i 70 dipendenti di Radicofani con la seria possibilità che al termine ci sia direttamente la mobilità.

Gli  anni di difficoltà dovuti alla forte crisi che ha colpito il settore del camper, con riduzione di circa il 50% dei volumi rispetto al 2007, hanno portato l’azienda ad utilizzare in maniera massiccia ammortizzatori sociali che vanno dalla cassa integrazione ordinaria al contratto di solidarietà negli ultimi  2 anni, fino al 14 settembre scorso.

I dipendenti attualmente occupati sono circa 240 di cui 70 a Radicofani che, per la sua collocazione logistica e in base a ciò che l’azienda sta dichiarando da tempo, è il sito più a rischio.

Il  confronto avviato da qualche mese avrebbe dovuto definire quale tipo di ammortizzatore sociale sarebbe stato utilizzato da metà settembre in avanti e di fronte ad una ferma richiesta sindacale di utilizzare ancora il contratto di solidarietà, peraltro attuabile secondo il parere del Ministero, l’azienda ha comunicato l’intenzione di ricorrere alla cassa integrazione straordinaria per crisi, strumento a suo dire più consono alla necessità di fermare totalmente la produzione su Radicofani per alcuni mesi nel corso dell’anno 2011-2012.

Oggi pomeriggio dalle 16,30 ci sarà un ultimo tentativo nella sede della Provincia per evitare la rottura definitiva della trattativa e conseguente mancato accordo; i lavoratori di Radicofani, che da questa operazione vedono l’anticamera di una possibile chiusura aziendale, saranno in presidio dalle 16,00 davanti alla Provincia per manifestare la loro contrarietà all’operazione che l’azienda vuole mettere in pratica.

Si è appena concluso il referendum per l’accordo sottoscritto il 12 settembre il Whirlpool e l’esito del voto conferma quanto di positivo era emerso tra i lavoratori nei giorni scorsi e nelle assemblee di ieri.

Il risultato non lascia dubbi sull’apprezzamento all’accordo con l’84% di voti favorevoli e il 15% di voti contrari e dà ancora più spinta alla delegazione sindacale per affrontare le prossime sfide.

 È terminata ieri in tarda serata la lunga trattativa aperta diversi mesi fa tra FIM, FIOM, UILM , RSU e direzione aziendale di Whirlpool per definire il contratto di solidarietà.

 L’accordo quadro che sarà illustrato e fatto votare dai lavoratori nei prossimi giorni tramite assemblee, prevede i seguenti punti:

  • Un contratto di solidarietà di dodici mesi con una riduzione massima del 31% delle ore lavorate;
  • La possibilità di accedere alla mobilità volontaria per i lavoratori che vorranno e in particolare per loro che raggiungeranno i fini pensionistici.

Dal punto di vista di salvaguardare l’aumento dei volumi produttivi previsto nei mesi estivi, come prevede il mercato dei congelatori, sono stati inoltre inseriti:

  • Meccanismi di flessibilità positiva dell’orario di lavoro con la possibilità di lavorare quindici minuti in più il giorno;
  • Ricorso a un massimo di sei sabati lavorativi.

Dichiara il segretario della FIM Siena Gianluca Fè “è stata una trattativa complicata condizionata da un lato dalla crisi che vede la Whirlpool di Siena perdere il 20% dei volumi rispetto agli anni scorsi e dall’altro la necessità comunque di tener conto di una stagionalità che è sempre più marcata , obbiettivo del sindacato fin dall’inizio è stato quello di evitare la perdita dei posti di lavoro e sicuramente l’accordo raggiunto , pur in una trattativa lunga e complessa è il miglior risultato auspicato”.

Dopo un confronto avviato nei mesi scorsi ,è stato firmato ieri in Trigano l’accordo di proroga del contratto di Solidarietà per ulteriori 12 Mesi a partire dal 16 settembre  2011 fino al 15 settembre 2012.

L’Azienda ha evidenziato che, come per le altre aziende del settore, non ci sono ancora segnali  di  ripresa e che purtroppo i numeri di mezzi da produrre si sono dimezzati rispetto al 2007.

Attualmente la Trigano occupa 349 dipendenti e gli esuberi oggi ammontano a 70 di cui 50 operai e 20 impiegati.

Per far fronte a questa situazione oltre al contratto di solidarietà con le stesse modalità del precedente accordo, sono stati definiti percorsi di formazione per riqualificazione del personale e un accordo di mobilità con il criterio della non opposizione.

E’ previsto un monitoraggio mensile con la RSU per verificare l’andamento aziendale e le prospettive future.

 

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