Il 23 luglio si è svolto, presso la sede della C.I.A., il Consiglio Generale della Fim di Siena.
Nell’occasione sono stati cooptati all’interno dell’organo tre nuovi componenti, Marco Belmonte della C.T.C. ROUTECH, Renato Damora della SEA e Rosalba Troina della PRAMAC, persone che da diversi anni contribuiscono a portare avanti le idee della nostra organizzazione all’interno delle loro aziende.
La relazione del Segretario Generale Gian Luca Fè è stata incentrata su tre temi che stanno caratterizzando le vicende sindacali di questi mesi e cioè: il contratto della piccola industria firmato ad inizio giugno, l’accordo della Fiat di Pomigliano, la Manovra economica correttiva del Governo.
Il dibattito scaturito ha visto la convinta partecipazione dei delegati presenti, in particolar modo è stata importante una valutazione più attenta dell’accordo di Pomigliano che in queste settimane è stato strumentalizzato da iscritti e delegati della Fiom ma che in realtà ha mostrato ancora una volta la capacità della Fim di cogliere le situazioni e saperle affrontare senza nascondersi dietro questioni ideologiche; sulla manovra correttiva del Governo, fermo restando che l’iter parlamentare non è ancora terminato, su due questioni sono state mosse le maggiori critiche: la finestra mobile di 12 mesi per il diritto alla pensione, che vuol dire in pratica allungare di un anno il requisito; il taglio di risorse a Regioni, Provincie e Comuni che finirà con il peggioramento di molti servizi essenziali nel territorio e il probabile aumento della pressione fiscale locale.
Infine il dibattito si è concentrato sulle aziende del territorio ed in particolare sulle vicende che stanno vivendo i lavoratori della Trigano che stanno scioperando da settimane contro il contratto nazionale della piccola industria. Le azioni messe in campo dai delegati della Fiom, scioperi ripetuti a macchia di leopardo, stanno mettendo a rischio diverse decine di ordinativi di camper e non consentono di avviare una trattativa per un contratto di solidarietà che entri in funzione al termine della Cassa integrazione Straordinaria.
In questa azienda, il livello di tensione è talmente elevato che per i nostri delegati e ancor più per i nostri iscritti, è difficile se non impossibile esprimere con serenità le proprie idee: sintomo questo che il pluralismo sindacale è un obiettivo non ancora riconosciuto tra gli appartenenti ad altre Organizzazioni Sindacali.







