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assemblea 1 settembre 2010

Era nell’aria ma ora è diventata una realtà.

La Trigano ha aperto ufficialmente la procedura di mobilità ai sensi della legge 223/1991 art.4 per il licenziamento di 102 dipendenti sul totale di 359.

Quanto è accaduto oggi, arriva dopo mesi di trattative e soprattutto ben tre incontri fatti nell’ultimo periodo in provincia a Siena, con lo scopo di gestire la complessa situazione in cui l’azienda sta vivendo.

La Fim ha più volte sostenuto insieme alle altre OO.SS. la necessità di applicare un contratto di solidarietà difensivo che mantenesse gli attuali livelli occupazionali ma ogni tentativo è stato vano in quanto l’Azienda ha respinto la possibilità a causa, come ha dichiarato ufficialmente l’Amministratore Delegato, degli scioperi continui che la Fiom sta proclamando da mesi per il CCNL separato della Unionmeccanica.

A questo punto, con buona pace di chi pensava che l’azienda stesse bleffando, rimane forse la possibilità di un periodo di Cassa integrazione in deroga, possibilità non del tutto tramontata ma che andrà discussa,con un nuovo scenario, entro fine agosto in Regione Toscana.

Stamattina si è svolto presso la sede della Provincia l’incontro per l’esame congiunto a seguito della richiesta di CIGS in deroga avanzata dalla Trigano.

Nonostante l’oggetto dell’incontro fosse la CIGS in deroga, ancora una volta l’azienda ha lasciato intendere che il contratto di solidarietà non è stato accantonato ma i presupposti rimangono complicati poiché anche i tentativi dei giorni scorsi di smussare le rivendicazioni della Fiom Cgil in merito al recente Contratto Nazionale firmato da Fim e Uilm non hanno prodotto effetti.

Nemmeno l’estremo sforzo di mediazione della Provincia di stamattina ha prodotto risultati e la Fim ha ribadito chiaramente la non disponibilità ad affrontare il contratto di solidarietà in subordine all’esito della trattativa tra Direzione aziendale e Fiom; “il rigore nel rispetto del contratto nazionale da poco firmato – concetto più volte ribadito dal Segretario Generale Gian Luca Fè anche nell’incontro di oggi – è l’unica possibilità che può consentire all’azienda di affrontare le sfide future della competitività  e di voltare pagina rispetto ad un sistema di relazioni che negli anni si è basato solo sull’antagonismo e i rapporti di forza”.

La Fim pertanto richiama l’Azienda al rispetto di quanto definito ai tavoli nazionali senza cedere ai ricatti di chi a quei tavoli rifugge da tempo e con difficoltà e preoccupazione aspetta la convocazione che arriverà dalla Regione Toscana nelle prossime settimane, l’ultima possibilità che rimane per definire quali scenari si prospetteranno per i dipendenti a partire dal primo di settembre.

Clicca qui sotto per scaricare il comunicato di Gian Luca Fè

Comunicato050810

Dopo il tentativo della settimana scorsa di definire in azienda un accordo per il contratto di solidarietà dal 1 settembre prossimo, si è svolto il 27 pomeriggio in provincia a Siena un tavolo convocato dall’Assessore Provinciale alle attività produttive Tiziano Scarpelli dove analizzare le prospettive prossime della TRIGANO.

Nonostante la richiesta di CIGS in deroga inoltrata dall’Azienda nei giorni scorsi, in sede Istituzionale è emersa nuovamente la disponibilità aziendale a parlare di contratto di solidarietà a patto che cessino le rivendicazioni sul CCNL della Fiom e della RSU di riferimento. 

La FIM di Siena ha ribadito ancora una volta che il tema del Contratto Nazionale non può essere affrontato in una sede aziendale e ha riconfermato la disponibilità di aprire un tavolo, immediatamente dopo la firma del contratto di solidarietà, di trattativa di secondo livello dove coniugare le esigenze dei lavoratori e quelle dell’azienda che chiede maggiore flessibilità.

L’esito dell’incontro non ha prodotto niente di concreto e, salvo ripensamenti e posizioni che si riavvicinino, il prossimo 6 agosto è previsto un nuovo incontro in provincia per parlare di CIGS in deroga, con molti punti interrogativi per il futuro dei 350 dipendenti della Trigano.

Il 23 luglio si è svolto, presso la sede della C.I.A., il Consiglio Generale della Fim di Siena.

Nell’occasione sono stati cooptati all’interno dell’organo tre nuovi componenti, Marco Belmonte della C.T.C. ROUTECH, Renato Damora della SEA e Rosalba Troina della PRAMAC, persone che da diversi anni contribuiscono a portare avanti le idee della nostra organizzazione all’interno delle loro aziende.

La relazione del Segretario Generale Gian Luca Fè è stata incentrata su tre temi che stanno caratterizzando le vicende sindacali di questi mesi e cioè: il contratto della piccola industria firmato ad inizio giugno, l’accordo della Fiat di Pomigliano, la Manovra economica correttiva del Governo.

Il dibattito scaturito ha visto la convinta partecipazione dei delegati presenti, in particolar modo  è stata importante una valutazione più attenta dell’accordo di Pomigliano che in queste settimane è stato strumentalizzato da iscritti e delegati della Fiom ma che in realtà ha mostrato ancora una volta la capacità della Fim di cogliere le situazioni e saperle affrontare senza nascondersi dietro questioni ideologiche; sulla manovra correttiva del Governo, fermo restando che l’iter parlamentare non è ancora terminato, su due questioni sono state mosse le maggiori critiche: la finestra mobile di 12 mesi per il diritto alla pensione, che vuol dire in pratica allungare di un anno il requisito; il taglio di risorse a Regioni, Provincie e Comuni che finirà con il peggioramento di molti servizi essenziali nel territorio e il probabile aumento della pressione fiscale locale.

Infine il dibattito si è concentrato sulle aziende del territorio ed in particolare sulle vicende che stanno vivendo i lavoratori della Trigano che stanno scioperando da settimane contro il contratto nazionale della piccola industria. Le azioni messe in campo dai delegati della Fiom, scioperi ripetuti a macchia di leopardo, stanno mettendo a rischio diverse decine di ordinativi di camper e non consentono di avviare una trattativa per un contratto di solidarietà che entri in funzione al termine della Cassa integrazione Straordinaria.

In questa azienda, il livello di tensione è talmente elevato che per i nostri delegati e ancor più per i nostri iscritti, è difficile se non impossibile esprimere con serenità le proprie idee: sintomo questo che il pluralismo sindacale è un obiettivo non ancora riconosciuto tra gli appartenenti ad altre Organizzazioni Sindacali.

Si è svolto ieri mattina, presso la sede della Ferroli di Casole d’Elsa, un importante incontro tra Direzione Aziendale, RSU Fim e Fiom territoriali.

I temi all’ordine del giorno erano sostanzialmente due: come definire dei percorsi di stabilizzazione per i lavoratori in somministrazione e con contratto a termine che da anni lavorano in maniera strutturale in azienda; l’apertura di una trattativa di secondo livello dopo che sei mesi fa era stata presentata una piattaforma dalle OO.SS. e di cui mai si è parlato.

Il confronto è rimandato a settembre quando si aprirà aprire una discussione vera per il  miglioramento dell’organizzazione del lavoro e si inizierà la trattativa di 2° livello che porti finalmente risposte alle aspettative dei lavoratori della Ferroli.

STAMATTINA SI E’ SVOLTO,DOPO LA RICHIESTA EFFETTUATA UNITARIAMENTE NEI GIORNI SCORSI, UN INCONTRO CON LA DIREZIONE AZIENDALE PER PARLARE DI CONTRATTO DI SOLIDARIETA’ QUALE AMMORTIZZATORE POSSIBILE AL TERMINE DELLA ATTUALE CASSA INTEGRAZIONE STRAORDINARIA.

L’ARGOMENTO APPENA ACCENNATO NEI MESI SCORSI, DOVEVA DA OGGI ENTRARE NEL VIVO MA L’AZIENDA HA ESPRESSO LA SUA INDISPONIBILITA’ A PARLARE.

LE MOTIVAZIONI DEL  RIFIUTO  ADDOTTE DALL’AMMINISTRATORE DELEGATO ,SONO DA RICERCARSI NEL MOMENTO CHE SI STA VIVENDO ALL’INTERNO DELLO STABILIMENTO ,CIOE’LA SITUAZIONE DI INSTABILITA’ PROVOCATA DAI RIPETUTI SCIOPERI CHE HANNO GIA’ PROVOCATO LA PERDITA DI 50-100 PEZZI  E NON RENDE PROGRAMMABILE  I  PROSSIMI  12  MESI.

QUESTA SITUAZIONE CHE E’ DESTINATA A PROTARSI NON SI SA PER QUANTO, PROBABILMENTE  VIENE UTILIZZATA DALL’AZIENDA COME  ARMA DI RICATTO MA LA SOSTANZA NON CAMBIA. DAL 1 SETTEMBRE NON SI SA QUALE STRUMENTO VERRA’ UTILIZZATO E L’UNICO CHE AD OGGI L’AZIENDA STA PRENDENDO IN CONSIDERAZIONI E’ LA CASSA IN DEROGA FINO A DICEMBRE  CON SALARIO DEL 20-30% IN MENO RISPETTO ALLA SOLIDARIETA’.

SECONDO LA FIM E I SUOI DELEGATI TUTTO ANCORA E’ POSSIBILE ; L’AMMINISTRATORE DELEGATO  HA RIBADITO CHE IL NO ATTUALE  E’ CONDIZIONATO DAL MOMENTO  E  ALLORA  AUSPICHIAMO CHE CI  SIA DAVVERO LA VOLONTA’ DI TUTTI DI PARLARE  DELLE PROSPETTIVE DEI LAVORATORI ,LASCIANDO   DA PARTE  LE  QUESTIONI  DI  PRINCIPIO.

Pochi giorni fa, dopo diversi mandati e con sette anni di esperienza alle spalle, ha lasciato l’incarico di RSU e di RLS della Whirlpool di Siena il delegato della Fim Tiziano Mori.

Ecco un passaggio della lettera di dimissioni affissa nelle becheche:

“…Mi è costato tantissimo prendere questa decisione, ma è un passo che mi sono sentito di fare, poiché i miei impegni personali non mi permettono più di svolgere a pieno il mio incarico.Voglio così lasciare il posto a colleghi che, mi auguro, abbiamo, in questo momento, più tempo e più entusiasmo di me, per poter contribuire a consolidare la posizione che la Fim – Cisl si è costruita con fatica in questi anni…”

A Tiziano va il ringraziamento di tutta la Fim di Siena per il contributo profuso in questi anni difficili di impegno sindacale.

Subentra nell’incarico, quale primo dei non eletti per la Fim nelle ultime elezioni di febbraio, Maurizio Baldassano, già componente del direttivo provinciale, al quale vanno i migliori auguri per un proficuo lavoro.

Stamani, dopo settimane di scioperi selvaggi succedutisi alla firma del contratto nazionale della piccola industria, è stato fatto volantinaggio per esprimere la posizione dei delegati e della Fim in merito alle vicende accadute nelle ultime settimane. Ecco i contenuti:

• I LAVORATORI CHE VENGONO CHIAMATI A SCIOPERARE CON FREQUENZA QUASI GIORNALIERA, HANNO CAPITO I REALI MOTIVI PER CUI SCIOPERANO?
• E’ GIUSTO CHE CHI NON ADERISCE ALLO SCIOPERO PERCHE’ MAGARI IL SUO REPARTO NON E’ CHIAMATO A SCIOPERARE (COME E’ SUCCESSO POCHI GIORNI FA) DEVE ANDARE A CASA IN CASSA INTEGRAZIONE?
• SE GLI SCIOPERI VENGONO PROCLAMATI CONTRO IL CONTRATTO NAZIONALE APPENA FIRMATO SI PENSA DI OTTENERNE UNO MIGLIORE O ADDIRITTURA DI NON APPLICARLO FACENDO MOBILITAZIONE IN ALCUNE AZIENDE DOVE SI POSSONO CONTRAPPORRE RAPPORTI DI FORZA E COME SI PENSA DI TUTELARE I LAVORATORI DELLE AZIENDE PIU’ PICCOLE, LA MAGGIOR PARTE, DOVE QUESTI RAPPORTI NON CI SONO?
• NON SAREBBE OPPORTUNO INSISTERE CON L’AZIENDA AFFINCHE’ IN TEMPI BREVI SI ARRIVI AD UN ACCORDO PER UN CONTRATTO DI SOLIDARIETA’, COSA POSSIBILE MA AD OGGI NON SCONTATA ….?
• NON SAREBBE UTILE PER TUTTI APRIRE LA TRATTATIVA PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO AZIENDALE, SCADUTO DA TEMPO, E DOVE DAVVERO AFFRONTARE LE ESIGENZE DEI LAVORATORI DELLA TRIGANO (ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO, PROFESSIONALITA’, SALARIO…)?

IN CONCLUSIONE CON QUESTE POCHE RIGHE VOGLIAMO ESPRIMERE SOLIDARIETA’ A TUTTI I LAVORATORI CHE LIBERAMENTE DECIDONO DI SCIOPERARE MA ALTRETTANTA SOLIDARIETA’ ESPRIMIAMO A QUEI LAVORATORI CHE LORO MALGRADO VEDONO RIDURSI IL SALARIO SENZA AVER DECISO LIBERAMENTE DI RIDURSELO.

RSU- FIM-CISL

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